Villa Cicogna-Mozzoni: Monumento Nazionale in Valceresio

Villa Cicogna-Mozzoni, meraviglioso esempio di villa rinascimentale situata a Bisuschio, nel cuore della Valceresio, in un panorama suggestivo fra il Lago di Lugano e i monti prealpini, riapre al pubblico nel mese di marzo. E’ un appuntamento annuale che richiama visitatori da tutta la Lombardia al quale anche noi dell’Associazione Valle del Ceresio e dintorni, abbiamo pensato di dedicare ampio spazio con questo “speciale”

Villa Cicogna costituisce il nucleo originario dell’abitato di Bisuschio, feudo per lungo tempo della famiglia Cicogna-Mozzoni. Risulta in tal modo spiegato il motivo per cui la storia di questa residenza nobiliare è inscindibile da quella del paese stesso, il cui sviluppo architettonico molto deve ai Cicogna-Mozzoni. Villa Cicogna può fregiarsi del titolo, e non tutti i valceresini lo sanno, di Monumento Nazionale. Nelle pagine interne vedremo la sua evoluzione nell’arco dei secoli, vi mostreremo alcune immagini dell’interno della villa e del suo incantevole parco, vi forniremo alcune informazioni sugli orari di visita, su come raggiungerla, su come muoversi per prenotare la villa in occasione di eventi speciali.

LA STORIA DI VILLA CICOGNA MOZZONI

Il complesso architettonico di Villa Cicogna Mozzoni , a cui si accede attraverso un viale monumentale che conduce al portone bugnato d’ingresso, nasce nel 1400 per volere della famiglia Mozzoni e ad opera di sconosciuti architetti.

La villa viene costruita con l’intento di farne una dimora di campagna in una zona che offre ai duchi di Milano la possibilità di effettuare battute di caccia all’orso bruno e al cinghiale, ma ben presto Bisuschio diviene dimora fissa dei Mozzoni e fra il 1530 e il 1560 la villa viene grandemente ampliata da Ascanio Mozzoni  che da incarico ai fratelli Campi di Cremona di affrescare le pareti della casa. Nel 1560 inizia poi l’abbellimento dei giardini, attuato secondo lo stile delel ville medicee e pontificie visitate a più riprese da Ascanio Mozzoni nel corso dei suoi viaggi a Firenze e Roma.

Venti anni dopo, nel 1580, l’unica figlia di Ascanio Mozzoni, Angela, va in sposa a Giampietro Cicogna, nobile novarese, dando origine al ceppo dei Cicogna-Mozzoni.

PRESENTAZIONE DELLA STRUTTURA ESTERNA DI VILLA CICOGNA-MOZZONI

Villa Cicogna è a forma di “U”, le due braccia della costruzione indirizzano verso la prima porzione di quello che è un riuscitissimo esempio di giardino all’italiana, cinto da un muro alto quanto il primo piano della villa e terminato sul fondo da un ninfeo con nicchie e statue. Il giardino in questo modo viene ad essere una prosecuzione della villa, una sorta di salone a cielo aperto in cui l’arredamento è costituito da zampillanti fontane, statue, aiuole fiorite, siepi a disegni geometrici.

Le due braccia della villa presentano al pianterreno una serie ininterrotta di arcate e la loggia è affrescata con motivi floreali, con ghirlande e tralci di vite. Le pitture del porticato esterno portano la natura all’interno dell’architettura della villa e la fusione fra interno ed esterno, tipicamente rinascimentale, è qui magistralmente attuata nel rispetto della piena armonia fra gli spazi.

Ogni terrazza del giardino corrisponde ad un piano dell’edificio e l’edificio ingloba ed accoglie il giardino, partecipa della luce che penetra attraverso le arcate e protende le proprie ali verso l’esterno.

Dal salone d’onore, posto al primo piano, si accede al viale prospettico a doppia scalinata che,fiancheggiato da una doppia fila di cipressi, sale fino al torreggiante tempietto da cui si gode un meraviglioso panorama sul varesotto. Tra le due rampe di gradini

(i gradini sono 156) scorre a cascatelle un ruscelletto le cui acque si raccolgono in una grande vasca posta all’altezza delle finestre della gran sala. Il palazzo, benchè costruito in tempi diversi, presenta caratteri stilistici unitari derivanti dal fatto che tanto le opere murarie quanto le opere pittoriche interne ed esterne furono tutte realizzate sotto la sovrintendenza di Ascanio Mozzoni. I vivaci e gioiosi affreschi dei portici e delle pareti del cortile hanno come soggetto scene agresti, di caccia e pesca, temi predominanti nella vita quotidiana dei Mozzoni e degli ospiti della villa.

Questi affreschi vennero riportati alla luce solo intorno al 1800, dato che al tempo della peste (1600) erano stati ricoperti da uno strato di calce per ragioni igieniche. L’allegria che doveva regnare in questa casa è simboleggiata dalla fascia che separa il pianterreno dal primo piano; è tutta una ridda festosa, un movimentato gioco di putti che tengono cani per la caccia, corrono sui carri, si avvincono, reggono targhe stemmarie. Nel terzo lato campeggiano divinità pagane: Giove tonante, Diana cacciatrice, ecc.: in tre specchiature ovali della fascia sono raffigurate Aretusa presso la fonte ed altre ninfe silvestri. Negli archetti presso il cornicione di gronda si trovano cartigli con motti e sentenze morali che il tempo ha sbiadito.

L’INTERNO DELLA VILLA

Si accede quindi allo scalone, che presenta pareti e volte dipinte.

A mezza scala due busti in marmo di Augusto e Francesco Mozzoni. Nella parte superiore dello scalone, sopra la balaustra disegnata sulle pareti, sono
raffigurate le vedute panoramiche delle terre circostanti, si può riconoscere la collina sopra Besano e il castello, attualmente diroccato, di Cuasso al Monte. Intervallati agli affreschi “eseguiti a tromp d’oeil” vi sono originali ghirlande di frutta, fiori e foglie che simboleggiano i prodotti delle terre circostanti. La biblioteca: in un primo tempo questa sala serviva per gli intrattenimenti. Si faceva della musica, i giullari divertivano ospiti e proprietari cantando, recitando poesie, suonando e ballando. Si possono ammirare le nove Muse, figlie di Giove e Mnemosine, Calliope Musa dell’elegia, Clio musa del canto epico, Tersicore musica della lirica corale, Erato musa della poesia amorosa, Talia musa della commedia, Melpomene musa della tragedia, Euterpe musa della lirica monodica e del flauto, Polomnia musa della danza e del canto sacro,Urania musa dell’epica astronomica e didascalica.

Inoltre è raffigurato Apollo, che nella mitologia guida il coro delle muse che insieme a lui danzano e cantano durante le feste e i banchetti degli dei dell’Olimpo. Nella parte superiore del camino un grande affresco raffigura Vulcano e Venere. In un tempo successivo questa stanza venne adibita a cappella, a metà si aprivano due porte e all’interno era situato l’altare dove il cappellano di famiglia celebrava la Messa. Il permesso di dire Messa venne successivamente tolto perchè nella stanza erano presenti troppe nudità e si pensò quindi di collocare qui le migliaia di volumi appartenenti alla famiglia. La stanza, il cui soffitto è interamente in legno, presenta inoltre un arredamento di particolare valore: un grande tavolo da sarto del 1670, un baule di legno risalente al XIV secolo ricoperto di metallo e velluto e un lampadario del ‘500 veneziano

GLI APPARTAMENTI

Prima stanza: Al centro una spinetta austriaca del 1800, ai lati due comò, alle pareti sono raffigurati trofei e strumenti musicali. Il soffitto è a cassettoni d’epoca con borchie in oro zecchino mai toccate o restaurate. Sulle porte laccate in rosso è raffigurata in oro la Cicogna, emblema degli attuali proprietari. Sulle pareti di questa stanza e delle due che seguono sono affrescati dei panneggi di damasco e la pignoleria degli artisti è arrivata al punto di disegnare i chiodi che sostengono le stoffe.

Seconda stanza: Letto matrimoniale con baldacchino a volta settecentesco detto della “Cittrona”e destinato al primogenito della famiglia La seta della coperta della parete esterna del letto e del baldacchino è ricamata a piccolo punto. Di grandissimo valore il mobilio di noce scolpito tardo barocco. Di fianco al letto una statua raffigurante una donna col bambino. Festone affrescato con animali e pregevole soffitto in legno con borchie dorate.

Terza stanza: Nell’angolo affresco riportato su tela nel 1534 e attribuito alla scuola del Borgognone rappresentante la Madonna col bambino e San Rocco, patrono degli appestati, che mostra la sua piaga all’inguine. Sulla scrivania, trasformabile in tavolo, due candelieri in bronzo dorato.
Poltrona doppia del ‘600 e poltrone ricoperte di cuoio bicolore. Alle pareti una cassapanca austriaca del 1800. Il pavimento in cotto di questa stanza gode della particolarità di essere stato colorato con sangue di bue.

Quartiere delle donne: All’esterno del fabbricato sono visibili tre finestre dove si affacciavano le donne per osservare quello che accadeva nel cortile. Nella prima sala l’affresco vicino al soffitto a quadri disegnati raffigura fauni, nani, le tre dee della bellezza, amorini su una biga trainata da leoni. Da notare sono anche le panchine in pietra sotto le finestre.

Seconda sala: In alto raffigurazioni di donne, animali, draghi e amorini. Il soffitto è a scatola e un armadio d’epoca è incastrato nel vano di una finestra. Da un’iscrizione posta sul cassetto sotto l’armadio si può dedurre che questa era la stanza di Cecilia Mozzoni da nubile.

Terza sala: Letto a colonne in oro zecchino e sedie del ‘600 ricoperte di stoffa. Alle pareti affreschi di legumi.

Stanza verde: Letto a colonne del ‘600 e grande armadio in noce con comodino intagliato.
Stanza rossa: Grande letto a baldacchino a volta panoramica ricoperto di seta. Alle pareti due magnifiche specchiere dorate del ‘700 francese. Di notevole pregio è anche il trumeau olandese del 1600. Da notare il soffitto e le panche in pietra a fianco di ogni finestra; su una delle lesene affrescate vi è la data del 1559, epoca in cui vennero realizzati gli affreschi.

Grande salone di ricevimento: E’ la sala più importante del palazzo, il soffitto è a cassettoni, molto elaborato. Vi è un grandissimo camino in pietra di Viggiù riccamente scolpito con riquadri raffiguranti armamenti ed attrezzi. Alle pareti cinque quadri raffigurano antenati dei Cicogna-Mozzoni. La donna è Angela Mozzoni, la figlia dei Conti Mozzoni che andò in moglie a Giampietro Cicogna portando in dote tutti

i beni dei Mozzoni, compresa la villa di Bisuschio. La stanza è riccamente arredata, da notare un armadio in legno finemente scolpito dell’inizio ‘600, la serie di sedie tutte rivestite con tessuto ricamato a piccolo punto e le quattro consolles in legno scolpito del ‘700. Sulla cassapanca del ‘600 è appoggiata la statua di un eroico cane che salvò la vita di Galeazzo Maria Sforza. Durante una battuta di caccia all’orso, la muta di cani scoprì un magnifico esemplare di orso bruno e lo assalì. L’animale si difese uccidendo quasi tutti i cani e attaccando inferocito il Duca di Milano. Uno dei cani, benchè gravemente ferito, raccolse le sue ultime energie e con un balzo azzannò l’orso alla gola. Questo fu sufficiente per distogliere l’attenzione dell’orso dal duca e permettere ad Ascanio Mozzoni di abbattere la fiera con lancia a spada. Il 4 novembre 1476, l’anno stesso in cui avvenne il fatto, il Duca concedeva un diploma ad Ascanio Mozzoni esentandolo dal pagamento di alcune imposte. Il mastino morì per le numerose ferite riportate e i Mozzoni, in segno di riconoscimento, fecero fare questa riproduzione in terracotta e diedero sepoltura all’animale in giardino erigendo un piccolo monumento che tuttora si può ammirare.

 

Si ringrazia il dott. Piereugenio Marchesini della Amministrazione Villa Cicogna Mozzoni sas per il prezioso contributo offerto in testi ed immagini.

 

COME RAGGIUNGERLA :

Per arrivare a Villa Cicogna Mozzoni  – Bisuschio

IN MACCHINA :

da Milano: Autostrada MI-Laghi A8, uscita Gazzada, direzione Tangenziale Est Varese, SS. 344 Varese – Porto Ceresio.

da Como: SS. 342 Como-Varese a Malnate

direzione Porto Ceresio SS. 344 VA-P. Ceresio.

IN TRENO :

Linea Milano – Varese – Porto Ceresio

Ferrovie dello Stato fermata : PIAMO (Bisuschio)

IN AUTOBUS :

autolinee extraurbane da Varese

stazione FF.SS, fermata di Bisuschio (p.zale)

 

Apertura al pubblico :

dal 25 Marzo al 28 Ottobre Domenica e festivi 9.30 – 12.00 14.30-19.00 (ultima visita guidata 18.15).

ATTIVITA’ OSPITATE:

Mostre, concerti, ricevimenti, congressi, convegni, conferenze.

Sono a disposizione sei sale con una capacità massima di 100 persone per sala fino ad un massimo di 350 persone totali.

Vi segnaliamo in particolare la possibilità di prenotare Villa Cicogna Mozzoni per il ricevimento di nozze , per il quale sono previsti tutti i servizi:

Allestimenti floreali

Candele e candelabri

Fiaccole e fari per giardini

Guardarobe a custodia valori

Impianti amplificazione

Allestiemtni per tensiostrutture

Accesso diretto alle cucine e sale con automezzi

Parcheggio privato custodito

La villa è dotata di tutte le attrezzature (tavoli, sedie etc.)

 

 

 

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